Un susseguirsi di apprezzamenti, consigli, valutazioni tecniche e incoraggiamenti rivolti all’Orvieto e all’impegno di produttori e Consorzio hanno contraddistinto in modo estremamente positivo la chiusura del concorso internazionale dedicato agli champagne e spumante metodo classico.

La master fuori concorso riservata proprio alla selezione degli Orvieto in commercio e soprattutto alle sperimentazioni su spumante e trebbiano t34, condotta da Fabio Mecca vicepresidente di giuria, è stata uno dei momenti più impegnativi per gli ospiti. Con attenzione e sopratutto competenza la giuria composta esclusivamente da esterni si è soffermata sull’analisi dei vini orvietani percependone non solo le sfumature, ma approfondendone ogni volta le caratteristiche e le opportunità.

Il Vino di Orvieto conquista la giuria internazionale del Challenge Euposia

Per quanto riguarda la sperimentazione dello spumante prodotto con uve del disciplinare dell’Orvieto, è stata apprezzata la notevole armonia di aromi che riesce già a sprigionare, nonostante sia ancora in una fase di elaborazione. I giurati sono divenuti protagonisti d’eccezione della prima degustazione dei vini oggetto della sperimentazione del Consorzio Vini Orvieto sulla vinificazione del Trebbiano T34 derivante dai 4 territori del comprensorio orvietano: Argilloso, Alluvionale, Sabbioso, Vulcanico. Tanti i commenti positivi e le differenti reazioni che i vini hanno regalato ai degustatori, molto attenti a percepire i sapori e le varietà territoriali.

Per Goran Anmegard chef di fama mondiale e proprietario della più grande azienda vinicola di Svezia l’approccio con le molteplici varierà dell’Orvietano è stata entusiasmante: “In Svezia non si conoscono molte tipologie di Orvieto, oggi ho avuto l’occasione di conoscerne molti e sono rimasto affascinato. Un vino estremamente delicato e fruttato. Come chef posso dire che la sua applicazione è molteplice”.

Anche Bob Lindo, padre delle bollicine inglesi, ha definito l’Orvieto: “Una grade sorpresa. Un vino fantastico per gli abbinamenti con pasta, tartufo, pizza e non solo. Decisamente un grande vino adatto a tante occasioni”. Non sono mancati gli apprezzamenti orientali.

Julie Jin, proveniente dalla Repubblica Popolare di Cina e creatrice di vini d’autore, non ha usato giri di parole per definire l’Orvieto: “Un vino di ottima qualità, che definirei buonissimo”. Per la giapponese Mayumi Nakagawara, sommelier AIS e giornalista enogastronomica, l’Orvieto è: “Un vino di carattere, per la sua sapidità e mineralità, decisamente buono e apprezzabile”.

Non poteva altrettanto mancare il commento di Severino Barzan, del Grand Jury Européen, patron della “Bottega del Vino” di Verona , uno dei fondatori del challenge “Euposia” insieme Carlo Rossi, Luigi Bortolotti e Beppe Giuliano. “Un’esperienza fantastica – ha commentato Barzan -, pur essendo io un italiano non conoscevo così bene l’Orvieto. Mi hanno fatto sognare le differenze, ho compreso quali sono le differenze nei terroir. Credo che questo vino avrà un grande futuro”.

Con questo forte incoraggiamento la città di Orvieto, ma soprattutto il Consorzio Vini chiude questa esperienza con positività e la consapevolezza che il percorso intrapreso per il rilancio dell’Orvieto è quello giusto. E tra gli obiettivi non può certo mancare quello di veder partecipare, in un prossimo futuro, proprio al Challenge Internazionale Euposia i nuovi spumanti provenienti da vini del disciplinare Orvieto.