Buone prospettive e concrete possibilità di sviluppo. Questa la prima sintesi tracciata dalla Commissione Tecnica del Consorzio per la Tutela dei Vini di Orvieto che si è riunita nelle scorse settimane per iniziare la fase di degustazione delle prove delle sperimentazioni enologiche avviate con la vendemmia 2018.

A distanza di un mese dall’imbottigliamento è stata valutata l’evoluzione dei vini, ottenuti dalla vinificazione del Trebbiano Biotipo T34, coltivato nelle aree caratterizzate da differenti origini: Vulcanica, Argillosa, Alluvionale e Sabbiosa.

Alla degustazione hanno partecipato tutti i membri del Commissione Tecnica del Consorzio per la Tutela dei Vini di Orvieto. Presieduta dal direttore del comitato scientifico, il dottor Riccardo Cotarella, la Commissione ha esaminato diverse bottiglie della sperimentazione che erano state adeguatamente coperte per mantenere un rigoroso anonimato al fine di evitare qualsivoglia influenza nella valutazione.

Secondo le prime sensazioni i membri della Commissione hanno convenuto nel sostenere che “I primi risultati fanno già emergere un’interessante diversità sensoriale, che ha permesso ai degustatori di individuare le caratteristiche riconducibili ai terreni di origine. I quattro vini mostrano differenze sostanziali in termini aromatici, di struttura ma soprattutto stilistici”.

In riferimento allo spumante i degustatori hanno soprattutto valutato: “la buona presa di spuma, il patrimonio olfattivo, caratterizzato da piacevoli note fruttate e il suo gusto cremoso e fresco. E’ ancora troppo presto per poter fornire dei giudizi completi, considerando che la volontà è quella di lasciare il vino spumante sui propri lieviti per un minimo di altri sei mesi”.